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Forchheim Bavaria – La polizia ha intercettato un pacchetto contenente 100 grammi di hashish diretto alla casa dell’ accusato. Il pacchetto veniva da uno spacciatore residente nell’area di Aachen. Gli investigatori avevano già catturato lo spacciatore e seguivano le sue cosiddette “rotte commerciali” (canali di vendita nel deep web descritti dall’accusa). La polizia ha tracciaiato tutti i pacchetti inviati da Aachen alla regione della Franconia del nord fino alla città di Forchheim dove l’accusato ha affermato che uno sconosciuto ha ordinato la droga per farla recapitare a casa sua.

Il “grande sconosciuto” colpisce ancora, dopo che la polizia ha intercettato un altro pacco. Il secondo conteneva un panetto di hashish a forma di piatto. Anche in questo caso l’accusato nega di aver mai ordinato droga dalla Dark Net. Il giudice Silke Schneider afferma: ” Come giudice non posso accettare ogni astratta possibilità che io ritenga improbabile a favore dell’accusato” (insomma non ci crede neanche per un secondo NDA).

Durante il processo alla corte di Forchheim, l’avvocato dell’ accusa, il signor Stefan Meyer, rimarca la sua convinzione della colpevolezza dell’accusato. Lo stato, vede l’uomo accusato per acquisto di droga ai fini di distribuzione (basandosi sulla quantità ricevuta). L’accusa dice: “in ordine di far cadere le accuse di distribuzione, l’accusato deve ammetere di aver ordinato la droga per uso personale. Recentemente ho seguito un caso nel quale l’imputato ordinò un chilo perchè costava poco”.

Nell’ appartamento dell’imputato, la polizia ha trovato “qualche grammo” di hashish, marijuana essiccata e marijuana mescolata al tabacco. “Com’è possibile che qualcuno che non vive con te si prenda il pacchetto quando arriva?” chiede Myer all’ accusato. Il tutto senza nominare la droga trovata nel suo appartamento.

“Non vi è alcuna prova a parte l’indirizzo sul pacchetto” dice Marcus Fischer, l’avvocato difensore. L’avvocato ha presentato ricorso riguardante le accuse (se giudicato colpevole, il suo cliente riceverebbe una multa di 3600 euro e 90 giorni di prigione). L’ avvocato ha specificato che 90 giorni vanno a costituire una fedina penale.

Il giudice Silke Shneider ha quindi affermato: ” Questo è il problema con la Darknet, nulla è rintracciabile. Presto, ascolteremo altri test

imoni e verranno esaminate le chat.” Il giuduce ha quindi aggiornato la sessione e riaperto l’investigazione in attesa di nuove prove.

Rimanete connessi e ricordate:

 

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