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Il consiglio europeo vuole introdurre una nuova norma “antiterrorismo” per assicurare un controllo più stretto sulle criptovalute come Bitcoin, Litecoin e Ripple. Se la mozione venisse approvata, le criptovalute nominate sopra verrebbero gestite dalla normativa EU contro il lavaggio del denaro.

consiglio europeo btc

Piattaforme come Bitcoin e simili sarebbero forzate a registrare i propri utenti in un database centrale, questo ovviamente secondo il consiglio Europeo.

Secondo il media outlet tedesco heise.de, le piattaforme che “hanno a che fare o scambiano criptovalute in valute tradizionali” dovranno registrare sia i documenti di identità che l’indirizzo dell’utente del portafoglio elettronico in un database centrale

fanculo

Le misure che il consiglio Europeo vogliono implementare sono intese per prevenire abusi dovuti all’ anonimato delle valute elettroniche. Bitcoin è molto usato su internet ed è alnche la valuta “mainstream” usata per fare affari alle volte anche illegali nel dark web.
Ovviamente esiste prova alcuna del fatto che i terroristi usino criptovalute per finanziare le loro attività, ma il consiglio Europeo a quanto sembra vuole prevenirlo…

D’altro canto è dal 2002 che quando c’è da far passare una misura impopolare che “antiterrorismo” è la parola magica…

antiterrorismo

La mozione cerca anche di imporre nuove restrizioni su carte prepagate. In futuro i clienti dovranno depositare 150 euro per ottenere una carta prepagata e iil limite per i prelievi giornalieri sarà fissato a 250 euro, va comunque considerato che alcuni paesi membri hanno già delle linee guida più restrittive

L’iniziativa politica è stata presa dalla commissione Europea e il concilio ha accolto la posizione apportando alcuni cambiamenti. Aspetta ora l’approvazione del parlamento Europeo.

Se l’iniziativa venisse accettata potrebbe cambiare per sempre il futuro delle criptovalute. Vi è la possibilità che molti utenti abbandonino i Bitcoins grazie ai nuovi regolamenti, cosa che causerebbe un crollo dei prezzi della stessa.

Il concilio Europeo ha addotato la mozione anche se il rapporto stillato dall’ europol nel 2016 ha dimostrato che i terroristi non usano alcuna criptovaluta per finanziare le loro attività

isis non usa criptovalute

Il rapporto dell’ Europol ci rivela:

“There is no evidence, however of IS-financing networks in existence. Third party reporting suggested that terrorists use anonymous currencies like bitcoin to finance their activities. However, this has not been confirmed by law enforcement. The financing of terrorist operations has not undergone any marked changes in the recent past. The sources of funding of the operatives in the EU are largely unknown,”

CHE TRADOTTO SIGNIFICA:

“Non vi è in alcun caso alcuna prova dell’esistenza di alcuna rete finanziaria dello Stato Islamico. Un rapporto effettuato da terze parti suggerisce che i terroristi usino valute anonime come Bitcoin per finanziare la loro attività. Tuttavia questo non viene confermato dalle forze dell’ordine. Il finanziamento delle operazioni terroristiche non ha evidenziato alcun cambiamento rilevante nel passato recente. Le fonti di finanzamento degli operativi all’interno dell’ Unione Europea sono largamente sconosciuti”

 

Esperti dicono che i probabili metodi di pagamento dei terroristi sono bonifici bancari e contanti, questo perchè i Bitcoins sono facilmente tracciabili in tempo reale nel registro pubblico chiamato blockchain.Questo ovviamente non offre alcun vantaggio per i terroristi.
Il rapporto include pure i metodi di comunicazione e l’utilizzo di tecnologie per la criptazione dei dati da parte dello stato islamico:

Internet e i social media vengono usati per le comunicazioni e per l’acquisizione di beni (come armi o documenti falsificati) e servizi, cosa resa sicura per i terroristi grazie all’ esistenza di software criptografati, come Whatsapp, Skype e Viber. In altre piattaforme come Facebook, VK  e Twitter,i terroristi usano linguaggi in codice e partecipano a gruppi chiusi e nascosti a cui poter accedere solo per invito.

L’ utilizzo della criptografia e l’uso di strumenti “anonimizzanti” prevengono l’osservazione da parte delle autorità di sicurezza. Vi sono prove di un certo livello di conoscenze tecniche disponibili a gruppi terroristici ispirati da motivi religiosi, cosa che permette loro di usare internet e social media invisibili all’occhio delle agenzie di intelligence e alle forze dell’ ordine.

Ovviamente non preoccupatevi tra un pò metteranno al bando contanti e carta igienica perchè li usano i terroristi.

Restate connessi e ricordate:

 

 

 

 

 

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